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Assicurazione sulla vita Cattolica

Il settore delle assicurazioni è sempre stato uno di quelli che meno risente delle crisi e delle situazioni di incertezza finanziaria. In un momento di crisi economica, magari non si cambia l’auto e si continua ad usare la propria vecchia autovettura, ma comunque si è obbligati ad assicurarla come previsto dalla legge. Inoltre, in un momento come quello attuale di incertezza e tumulti, coprirsi contro gli imprevisti della vita e del clima è diventato ormai una necessità e non un’opzione.

L’offerta nel settore delle assicurazioni è ampia e ben strutturata, con prodotti di tutti i tipi che vanno a coprire tutti gli aspetti della vita e dei beni materiali che ci circondano. Stipulare un piano assicurativo complementare alla pensione, od una polizza vita è un’azione intelligente, volta anche ad assicurare alla propria famiglia un futuro sereno e privo di ulteriori imprevisti.

In Italia, una delle compagnie più antiche e più grandi del paese, la Cattolica assicurazioni, propone un’offerta che va a coprire tutte le possibili situazioni di difficoltà, come infortunio, salute, malattie gravi, morte, etc… Andiamo a vedere quali sono nello specifico, le offerte più vantaggiose nel settore vita ed infortuni.

ASSICURAZIONI SULLA VITA CATTOLICA ASSICURAZIONI

L’offerta nel settore vita è molto ampia e ben articolata, perciò prenderemo in esame i prodotti migliori in questo campo. Innanzitutto, c’è la polizza contro gli infortuni, che prevede una copertura totale in caso di incidenti. È possibile personalizzarla a seconda se single, casalinghe, minori, se si intende estenderla a tutta la propria famiglia, se lavoratori di settori pericolosi o se si lavora spesso all’estero.

È possibile pagare il premio assicurativo annualmente o semestralmente, con il limite di età di 75 anni. È possibile tutelarsi contro tutti i tipi di infortuni o contro l’insorgere di malattie gravi o invalidanti. In caso di decesso del titolare della polizza, la somma assicurata verrà suddivisa in parti uguali agli eredi naturali, anche per decessi avvenuti all’estero.

Esiste poi la polizza Grandi Eventi, destinata soprattutto ai più giovani, che con una polizza dal costo contenuto, possono tutelarsi contro qualsiasi tipo di infortunio o di malattia, a seconda della copertura scelta. È possibile personalizzare completamente la polizza, a seconda del tipo di vita, dello stato di salute e del tipo di lavoro che si fa.

Esiste poi la polizza Tutela Persona, pensata appositamente per volontari e tirocinanti, che copre, a seconda della tipologia che si sceglie, contro infortuni, malattie o per la responsabilità civile. Si tratta comunque di rischi legati esclusivamente all’attività lavorativa svolta, e che non sono validi per incidenti legati allo svolgimento di altre funzioni.

Inoltre, con la polizza Grandi Eventi del nucleo familiare, è possibile coprire tutta la propria famiglia con un’unica polizza, contro infortuni professionali o domestici, l’insorgere di malattie gravi, aiuti economici in caso di malattie come ricoveri in strutture private ed analisi specialistiche, o contro decessi prematuri.

Qualsiasi sia il tipo di copertura che si cerca, con Cattolica assicurazioni è possibile avere un prodotto fatto su misura, adattabile ad ogni tipo di esigenza, grazie all’esperienza di più di un secolo del gruppo veronese.

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I mutui di Banca Sella

In un contesto economico caratterizzato dalla presenza di offerte di finanziamento per l’acquisto della prima casa sempre più convenienti, anche Banca Sella mette a disposizione degli utenti delle interessanti proposte a tasso fisso e variabile, che andiamo qui di seguito ad analizzare.

Quando ci si appresta ad effettuare la scelta della tipologia di mutuo, occorrerà prestare attenzione alla convenienza complessiva dell’offerta. A tal fine non bisogna valutare solamente il TAN, ossia il tasso d’interesse annuale sul finanziamento, ma anche il TAEG, che indica il costo effettivo del prestito. Nel caso di un mutuo, questo viene influenzato dalle spese amministrative aggiuntive, oltre ai costi di una possibile polizza assicurativa (che in alcuni casi è obbligatoria), nonché dallo spread; quest’ultima è una percentuale definita dalla banca, che va ad integrarsi al TAN. Se si vuole quindi comprendere se un mutuo è veramente vantaggioso, si dovranno prendere in esame proprio gli elementi di TAN, spread e TAEG e confrontarli tra loro, soppesando inoltre le eventuali agevolazioni offerte dall’ente erogatore.

Le offerte di Banca Sella per quanto riguarda i mutui per l’acquisto o la ristrutturazione abitazione  prevedono una durata massima che può estendersi fino a 25 anni e l’erogazione di una somma fino al 50% del valore dell’immobile. Relativamente al tasso variabile, lo spread oscilla tra i valori di 1,15% e 1,35%, mentre nel caso di un mutuo a tasso fisso questo varia tra l’1,85% ed il 2,70%. Ad esempio, ricevendo un finanziamento di 100 mila euro da restituire in 25 anni, si va incontro ad un TAEG dell’1,36% per il mutuo a tasso variabile ed un TAEG del 3,01% per il tasso fisso, se si aderisce all’offerta valida sino al 30 giugno 2016.

Nel sito di Banca Sella si potranno scaricare i fascicoli informativi di entrambe le tipologie di finanziamento qui illustrate, e si potranno inoltre reperire dettagli circa il “Fondo di Garanzia Prima Casa”, che consente di ricevere somme fino a 250 mila euro, ed il “Plafond Casa”, un mutuo destinato nello specifico alle ristrutturazioni finalizzate ad accrescere l’efficienza energetica dell’abitazione. Maggiori informazioni potranno essere anche ottenute prenotando online un incontro in filiale.

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Consigli sul money manegement

Con il termine money management si indica la gestione del capitale da utilizzare con le piattaforme di trading online. Indipendentemente dallo strumento selezionato (Forex, trading con i CFD di vari asset, opzioni binarie), il trader dovrà prestare particolare attenzione al modo in cui amministra il patrimonio, riflettendo sull’entità degli importi impiegati negli ordini e sulla percentuale del deposito da impiegare giornalmente. È in base a queste considerazioni, infatti, che gli investimenti potranno essere più o meno duraturi: chi improvvisa con gli ordini sulle piattaforme, attingendo al capitale depositato come se questo fosse un pozzo senza fondo, andrà incontro ad una conclusione prematura dell’esperienza di trading, pregiudicando ogni forma di recupero degli importi perduti.

Quando si effettua il primo versamento nell’account di trading, occorre riflettere sul guadagno che si intende realizzare: depositando una cifra limitata, il potenziale passivo in caso di andamento negativo non sarà mai consistente, tuttavia anche i profitti saranno proporzionalmente circoscritti. Alcuni esperti considerano quindi di mettere da parte un capitale discreto prima di iniziare ad operare con le piattaforme, in modo tale da potersi permettere le tipologie di account che riservano ai titolari un numero maggiore di servizi esclusivi, tra i quali può essere incluso anche un generoso bonus di benvenuto.

Quando si effettuano gli ordini con l’interfaccia, sarà bene non eccedere con l’entità degli importi: i trader più consumati consigliano di limitarsi ad operazioni con importi mai superiori al 5% dell’intero deposito, in modo tale da non doverlo prosciugare in pochi giorni, specialmente quando si fa uso della leva finanziaria, una tecnica che consente di ampliare il margine di profitto, ma che espone il conto a grandi rischi nell’evenienza di passivi. In alcuni casi, sarà infatti necessario integrare il deposito con somme aggiuntive, al fine di coprire le perdite generate dall’utilizzo poco oculato della leva.

Infine, si raccomanda di non intestardirsi quando si comprende che la sessione giornaliera di trading si concluderà in rosso: si tratta di una possibilità non rara nel trading online, per cui occorrerà focalizzarsi piuttosto nel bilancio a medio e lungo termine (vivere di trading è possibile e ce lo dice una comoda guida online, basta non intestardirsi troppo sul lungo periodo), accettando gli eventuali passivi e concentrandosi sull’individuazione degli errori commessi, per non ripeterli in futuro.

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Investimenti di carta

Anche quest’anno dal 7 al 10 aprile, i collezionisti del libro di pregio si sono radunati a New York per la 56esima Annual New York antiquarian book fair.

Oltre 200 librai antiquari americani e internazionali, hanno esposto una preziosissima sezione di libri rari, codici miniati e prime edizioni. Non è mancata, inoltre, una sceltissima compagine italiana. Un autentico tesoro dal valore superiore persino a titoli bancari.

Premesso che l’acquisto di un volume del genere non ha lo stesso fine dell’acquisizione di azioni, è altrettanto vero che alcuni libri posso essere premiati nel corso tempo da forti rivalutazioni. E quelli importanti difficilmente, poi, perdono di valore.

E’ questo il caso del celebre trattato di Luca Pacioli, Somma di arithmetica geometria edizione Paganini del 1494, Venezia. Il volume nel 2002 è stato venduto ad un’asta londinese a 190 mila euro. Ma ha raggiunto il record di libro più caro mai venduto  il 16 dicembre 2015 ( asta Bolaffi, Italia) con la somma limite di 530 mila euro.

Per determinare il prezzo sono decisivi la rarità, lo stato di conservazione e una discendenza più o meno blasonata.

L’edizione della Divina Commedia stampata a Brescia nel 1487 è andata ad arricchire la collezione di Pierre Bergè, compagno e socio di Yves Saint Laurent, al costo di 225 mila euro.

La libreria il Polifilo ha presentato l‘Istoria e dimostrazione intorno alle macchie solari di Galilei stampato a Roma nel 1613. L’opera è stata battuta all’asta alla cifra di 27 mila dollari.

Nuovi investimenti, per nuove mentalità. Mai come adesso la lettura è fortemente consigliata.

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Banche italiane, netta ripresa prima della riunione del Tesoro

L’attuale periodo di cambiamenti e decisioni strategiche ha collocato le banche di mezzo mondo in un vortice di rialzi e ribassi finanziari capaci di dettare, in un modo o nell’altro, i futuri andamenti economici di qualsivoglia attività economica. Con riferimento al trading online e con il supporto dei dati estratti da www.giocareinborsa.com si intuisce che l’inizio di un’eventuale strategia non può prescindere dalla considerazione dei recenti stravolgimenti in ambito bancario, vero e proprio ago di una bilancia merceologica alla prese con la fuoriuscita di nuove realtà nazionali emergenti desiderose di ritagliarsi un ruolo da protagonista all’interno dello scacchiere economico globale. Insomma, un quadro in continuo divenire.

Banche italiane, netta ripresa in Piazza Affari prima delle riunione del Tesoro: i particolari

Focalizzando il centro del discorso sulle banche italiane, si può notare la volata in Piazza Affari delle banche italiane in attesa delle novità che emergeranno dalla riunione del Ministero del Tesoro; un appuntamento molto importante, che prevede la partecipazione delle principali banche  del paese e di altri soggetti di notevole rilievo istituzionale ed economico come Fondazioni o la stessa Cdp, unite sotto un unico scopo, ovvero quello per la creazione di una società in grado di garantire gli aumenti di capitale degli istituti di credito e di disporre, quindi, di una base solida da riservare a qualsivoglia tipologia di risparmiatore.

Spulciando i dati emersi dall’ultima seduta di Piazza Affari, appare la seguente situazione: Banco Popolare vola dell’8,6%, Mps dell’8,5%, Bpm del 7,1% e Bper del 4,8%; Intesa Sanpaolo riesce a mettere a segno un progresso del 3,57%, mentre Ubi sale del 7,1% e Unicredit del 5,67%. Numeri percentuali a dir poco interessanti che valorizzano le proposte di un decreto salva-banche capace, almeno sulla carta, di tutelare i patrimoni monetari del settore pubblico e privato. Inoltre, con il recente abbassamento dei tassi d’interesse americani da parte della Federal Reserve, potrebbero aprirsi ulteriori spiragli in direzione di una sostenibilità economica e finanziaria alquanto concreta.

Broker online, come orientarsi in tempo reale

Tornando alla questione del trading online, è preferibile avvalersi delle piattaforme di aggiornamento in tempo reale fornite dai broker online, piattaforme di intermediazione finanziaria che, oltre a trattare gli strumenti tipici del trading online, propongono un vasto catalogo di vantaggi e servizi clientelari in grado di migliorare, e di molto, ogni genere di esperienza multimediale.

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Alberto Vacchi e Confindustria

Ormai è partita aperta tra Alberto Vacchi e Vincenzo Boccia, imprenditore medio-piccolo del Sud, per la presidenza di Confindustria.

Fino ad ora Vacchi, da imprenditore, non ha sbagliato una mossa, tanto da poter dare quasi fastidio.

La sua storia comincia 21 anni fa, quando prese le redini dell’azienda di famiglia, l’Ima, che produce macchinari per il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, tè e caffè.

Partendo da un fatturato di 70 miliardi di lire, è riuscito ad arrivare a ben 1,1 miliardi di euro, conquistati al 91% all’estero in 80 Paesi e grazie alla collaborazione di 4600 dipendenti.

E’ riuscito a quotare l’azienda in Borsa e a fare acquisizioni anche in Germania, gestendo la crescita con il beneplacito della Merkel ed in una sorta di pace sociale.

D’accordo con la Fiom, ha introdotto sistemi di connessione tra produttività e salari prevedendo l’impiego di personale trasversale all’interno di aziende fornitrici dell’Ima, evitando loro la cassa integrazione.

Presiede Unindustria Bologna dal 2011 ed ultimamente ha avviato la fusione con Modena e Ferrara per creare un Confindustria Emilia sul modello dell’Assolombarda.

Dopo tutti questi punti in suo favore, ci si chiede, cosa realmente abbia impedito a Vacchi di diventare il candidato «prescelto» per la presidenza di Confindustria.

Le ipotesi sono molte: gli endorsement della Fiom o di Prodi? L’accordo dell’Ima con la Fao per un polo tecnologico bolognese?

Il tutto, però, si riassume con la solita proprietà intransitiva dell’antipatia che gli altri nutrono verso Montezemolo, grande fan di Vacchi, che per logica matematica riversano su di lui ostacolando la sua ascesa.

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Trading di opzioni binarie con metodi e segnali

Il trading online ha sviluppato il proprio ruolo da protagonista, all’interno di un ambito finanziario di livello globale, attraverso un’incredibile quantità di strumenti e servizi clientelari che hanno migliorato, a dismisura, il concetto di esperienza multimediale legato a qualsivoglia transazione. Fra i molteplici mezzi messi a disposizione del trading online, spiccano le opzioni binarie, vere e proprie scommesse finanziarie capaci di concretizzare una specifica previsione (individuale o collettiva che sia) lungo un predeterminato asset merceologico. In questo modo, si dà adito ad un meccanismo di investimento che, nel breve o nel lungo periodo, è in grado di condurre a svariata gamma di risultati.

I metodi più efficaci per trasformare il trading binario in qualcosa di assolutamente performante risiedono, in larga parte, nella componente emozionale del trader stesso, un soggetto che, con la dovuta conoscenza del settore, può pianificare innumerevoli strategie d’azione senza avere la preoccupazione di dover subir, prima o poi, una potenziale perdita economica. La capacità di variare il proprio operato in corso d’opera è uno dei requisiti chiave per vincere con il trading binario, anche perché, essendo delle scommesse, le opzioni binarie non avranno quasi mai un andamento lineare. Inoltre, le scadenze che le contraddistinguono dagli altri strumenti di trading permettono a chiunque di dosare le proprie aspettative a seconda degli orizzonti temporali prescelti.

Per orientarsi meglio e puntare a degli esiti alquanto soddisfacenti, si può anche ricorrere ai segnali (maggiori info su cosa sono qui: http://www.segnaliopzionibinarie.net/), ossia delle indicazioni su una data azione da compiere riguardo uno specifico asset o una particolare scadenza. Forniti da fonti piuttosto attendibili, i segnali indirizzano l’utente verso un binario finanziario ricco di soddisfazioni. La loro accessibilità varia in base alla preferenza di un broker online piuttosto che un altro; ce ne sono alcuni, infatti, che li propongono a costo zero, mentre altri preferiscono essere pagati per certificare ulteriormente la loro qualità.

Ad ogni modo, i broker online forniscono anche tanti altri servizi clientelari di sicuro affidamento. Basti pensare al conto demo gratuito, una piattaforma digitale in cui è possibile provare e riprovare ogni tipo di strategia finanziaria senza dover impiegare le proprie risorse economiche. Uno stratagemma pratico e conveniente.

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Draghi e gli 80 miliardi di titoli mensili

Mario Draghi alla Banca centrale europea ha sempre esercitato un’azione di ultima istanza, ma non quella che credono in molti, cioè come una scialuppa di salvataggio in caso di debiti pubblici eccessivi o rischi di default bancari.

Bensì, si è sostituito ad istituzioni e governi europei che hanno tra loro grossi problemi relazionali, tali da rendere impossibile ogni forma di decisione.

Ed è per questo che la Bce ha dovuto acquistare titoli pubblici e privati sul mercato secondario per 80 miliardi al mese con tassi sempre più negativi.

E’ evidente che a godere della decisione siano i governi grazie ad un’ ulteriore riduzione del debito pubblico, ma in un sistema iperbancario come quello europeo i tassi negativi azzerano i rendimenti delle pensioni versate dai contribuenti nel corso degli anni.

Inoltre, l’acquisto di obbligazioni di aziende private da parte della Bce manipola i rendimenti, cioè li abbassa perchè salgono i prezzi ed a rimetterci sono sempre i risparmiatori.

Adesso in Italia è di moda deridere e sottovalutare le critiche tedesche verso Paesi indebitati fino al collo e banche poco capitalizzate. Ma quelle critiche hanno ragion d’essere.

Se Renzi avesse puntato ad un deficit dell’1,5% invece che per un ipotetico quanto impossibile 2,5% , forse il debito pubblico italiano quest’anno sarebbe sceso.

Invece salirà, perchè l’1% di inflazione non ci sarà, avverte la Bce e nemmeno l’agoniata crescita reale che il governo ha tanto pubblicizzato nella sua Legge di Stabilità.

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Nuovo tonfo per la Borsa di Tokyo, paura nel trading

Per essere efficaci e produttivi durante qualsiasi sessione di trading online, occorre possedere un bagaglio di conoscenze teoriche e pratiche non indifferenti, da abbinare, all’occorrenza, alle informazioni presenti all’interno di notizie, aggiornamenti, valutazioni dell’ultim’ora e molto altro ancora forniti dagli appositi organi di diffusione del settore finanziario. Questo aspetto del trading online è estremamente fondamentale poiché permette di variare le proprie strategie d’azione a seconda degli avvenimenti in atto nei vari asset merceologici mondiali; così facendo, quindi, si può capire, con largo anticipo, la probabilità di successo di uno strumento finanziario piuttosto che un altro, e agire di conseguenza per ottenere il tanto sospirato ritorno economico.

Qualora la scelta ricada sul Forex o sulle opzioni binarie, è consigliabile evitare (almeno per il momento) un eventuale investimento sullo yen. La moneta nipponica vive un periodo particolarmente infelice che, nelle ultime ore, ha dovuto subire anche le pesanti ricadute delle performance della Borsa di Tokyo, deludenti oltre ogni aspettativa. La sfiducia nei confronti delle imprese giapponesi ha fatto sì che il Nikkei, che raccoglie i 225 titoli principali della borsa asiatica, perdesse 594,51 punti, chiudendo così a 16.164,16 e siglando la sua quarta seduta negativa consecutiva. Un momentaccio per Tokyo e dintorni.

A pesare su un quadro piuttosto allarmante sono anche le misure alquanto conservatrici della Banca Centrale del Giappone, un istituto di credito che non ha ancora compreso fino in fondo la gravità del momento lasciando inalterati alcuni parametri valutari che ostacolano (e non di poco) i flussi delle imprese esportatrici. Insomma, un contesto valutario e azionario piuttosto sconveniente, in totale antitesi con la crescita dei paesi emergenti del continente asiatico sospinta dal cosiddetto “effetto Yellen” e da un aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve americana. Una vera e propria zona d’ombra in un’area dalle notevoli potenzialità.

Ad ogni modo, per cercare di non perdere alcun tipo di variazione finanziaria, è necessario affidarsi (come detto poc’anzi) alle aree informative presenti sul web o fornite dai broker online, piattaforme di intermediazione complete di tutto, dalle promozioni clientelari ai servizi multimediali in grado di migliorare il proprio fiuto per gli affari.

Aggiornamenti su Tokio a http://www.investireinborsa.me/

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L’Alcoa e le promesse mancate

L’Alcoa è stata soprannominata l’Ilva della Sardegna. Ed è proprio lì che 1000 lavoratori attendono risposte concrete da 4 anni.

Renzi aveva promesso una soluzione per fine 2015, ma tra i veti della Commissione Europea e gli aut aut degli investitori, è ancora tutto fermo. Inaccettabile per quelle famiglie che aspettano di sapere cosa ne sarà della loro vita.

Era il gennaio 2012 quando l’Alcoa, multinazionale dell’alluminio, annuncia il suo disimpegno conseguentemente agli sconti negati dall’Ue alle aziende sarde.

Nell’agosto dello stesso anno la società predispone la chiusura mentre al ministero dello Sviluppo arrivano, come avvoltoi, potenziali acquirenti: Glencore, Klesh, Aurelius, Kite Gen Research, Mossi e Ghisolfi. A fine settembre sembra che la Glecore sia ben predisposta all’acquisizione  ma a patto di poter pagare l’energia 25 euro a megawatt/ora per 10 anni.

Nel gennaio 2013 tutti i dipendenti, tranne 60 manutentori, vengono messi in cassa integrazione per un anno.

Novembre 2014: il governo sigla un memorandum di pre-intesa con Glencore che non demorde e ribadisce la sua posizione.

A maggio 2015 Renzi incontra i 1000 lavoratori e assicura loro una soluzione definitiva per fine anno.

A quel punto il governo annuncia il via libera della Ue per le agevolazioni ma solo per due anni, eventualmente rinnovabili. Ma Glencore non ci sta e lascia la trattativa.

In seguito Sider Alloy manifesta il suo interesse ma l‘Alcoa si rifiuta di aprire le porte del data room, ovvero dati riservati e confidenziali.

La soluzione annunciata e pubblicizzata da Renzi, di fatto non esiste ancora.