Codice tributo 1993: cos’è, spiegazione e guida all’utilizzo

Nel 2007 sono stati introdotti diversi codici tributo che fanno riferimento al pagamento degli interessi che deve essere effettuato dai contribuenti che vogliono regolarizzare la loro situazione relativa ad un determinato adempimento tramite il ravvedimento operoso. Rientra in questo elenco anche il codice tributo 1993: cerchiamo di capire meglio cos’è dando una spiegazione del suo significato in questa piccola guida all’utilizzo.

Cos’è il codice tributo 1993: spiegazione del significato

Il codice tributo 1993 fa riferimento agli interessi sul ravvedimento IRAP. Quando ci si accorge di non aver rispettato le scadenze per il pagamento dell’imposta regionale sulle attività produttive o ci si accorge di aver pagato un importo sbagliato si può regolarizzare la propria posizione ricorrendo al ravvedimento operoso. Questo strumento permette di sanare le eventuali omissioni o violazioni tributarie pagando delle sanzioni ridotte: ovviamente il ravvedimento va fatto prima che le violazioni siano state constate o prima che il contribuente venga a sapere che abbiano avuto inizio verifiche o ispezioni.

Si può ricorrere al ravvedimento per regolarizzare la posizione relativa a diversi tributi, come quelli legati alla dichiarazione dei redditi (ad esempio l’IRPEF, l’IRES, le addizionali e, come in questo caso l’IRAP), l’IVA, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale e altri. Il ravvedimento prevede che il contribuente paghi l’importo dovuto per il tributo più una somma a titolo di sanzione (ridotta rispetto a quella ordinaria e il cui importo varia in base al ritardo con cui si effettua il pagamento) e una somma a titolo di interessi (calcolata in base al tasso legale e al numero di giorni di ritardo).

Guida all’utilizzo: come compilare il modello F24

Il pagamento degli interessi sul ravvedimento IRAP va fatto con il modello F24 compilando la Sezione Regioni. Nella prima colonna bisogna indicare il codice della Regione (i codici sono assegnati alle Regioni in orine alfabetico, quindi 01 per l’Abruzzo, 02 per la Basilicata e così via; l’elenco completo si trova anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate); nella seconda colonna si inserisce il codice tributo 1993.

La terza colonna non va compilata, mentre nella quarta si deve inserire l’anno di riferimento. Nella quinta colonna si inserisce l’importo da pagare; la sesta colonna va lasciata in bianco (il codice tributo 1993 può essere utilizzato esclusivamente per importi a debito). Nella riga Totale si devono indicare la somma degli importi a debito e quella degli importi a credito che sono presenti nell’intera Sezione Regioni; la differenza tra questi due importi va poi riportata nella casella Saldo.

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