Ecco i dati dell’occupazione in Italia all’inizio del 2019

Come è iniziato il nuovo anno nel settore lavoro? Il 2018 si era chiuso con tanti dubbi, con l’Istat che parlava di occupazione stabile e i sindacanti che invee parlavano di dati stagnanti; dopo tanti mesi di incertezza per l’economia mondiale dovuta a diversi fattori (tra cui i famosi dazi e l’ormai famigerata Brexit), ma ora le cose come stanno? Ecco i dati dell’occupazione in Italia all’inizio del 2019.

I dati dell’occupazione in Italia ad inizio 2019

Il nuovo anno è partito con la notizia relativa all’aumento del tasso di disoccupazione, che a fine dicembre ha registrato un rialzo dello 0,1% rispetto al dato registrato nel mese precedente, raggiungendo il 58,8%. Va per sottolineato che l’aumento del numero degli occupati è legato sopratutto all’incremento dei dipendenti a termine (47.000 in più) e degli autonomi (11.000 in più), mentre sono in netto calo gli occupati permanenti (35.000 in meno). Interessanti anche i dati dell’occupazione relativi alle fasce d’età: salgono gli occupati che hanno un’età compressa tra i 14 e i 24 anni (36.000 in più) e quelli con più di cinquanta anni (300.000 in più) e scendono quelli che hanno un’età tra i 25 e i 49 anni (ben 135.000 in meno). Scende di due decimi di punto il tasso di disoccupazione, che arriva al 10,3% anche se è in leggera crescita il tasso di disoccupazione giovanile (che sale dello 0,1% e si attesta al 31,9%). Rimane stabile invece il tasso di inattività, fermo al 34,3% (anche se si registra una riduzione di 16.000 unità tra gli inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni).

Il confronto con l’inizio del 2018

Se si fa un confronto con i dati dell’occupazione registrati dodici mesi fa si nota un aumento di quasi un punto percentuale (+0,9%), con oltre 200.000 occupati in più. Numeri del genere non si registravano dall’aprile del 2008 (si parla dell’era pre-crisi quindi), ma va detto che a trascinare le statistiche sono soprattutto i lavoratori a termine (257.000 in più rispetto ad un anno fa) e gli autonomi (incremento di 34.000 unità), mentre ci sono 88.000 dipendenti stabili in meno. Nell’arco dei dodici mesi si è confermata la crescita degli occupati nella fascia di età tra i 14 e i 24 anni (36.000 in più) e tra gli over cinquanta (300.00 in più)m con il calo dei dipendenti tra i 25 e i 49 anni (135.000 unità in meno). In un anno l’aumento degli occupati è stato accompagnato da una riduzione dei disoccupati (4,8% in meno e degli inattivi di età tra i 15 e i 64 anni (1,5% in meno).

Il commento dell’Istat

Nonostante questo i numeri sono ancora ben lontani da quelli che caratterizzavano lo scenario pre crisi: quando ha snocciolato i dati dell’occupazione in Italia all’inizio del 2019 l’Istat ha palato di una crescita debole, dovuta solo al fatto che il numero dei dipendenti a termine e degli autonomi è cresciuto più di quanto si sia ridotto il numero dei lavoratori permanente. Inoltre il “restringimento” del numero degli inattivi è troppo contenuta e non permette ancora di tornare ai minimi storici del 2018 registrati ad aprile e giugno.

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