Le materie prime su cui conviene investire nel 2019

Tra la parte finale del 2018 e i primi giorni del nuovo anno tra i traders e gli investitori si sono scatenate tante discussioni per cercare di capire quali sono gli asset più interessanti su cui puntare. In questo articolo ci concentreremo su un particolare settore e proveremo ad individuare quali sono le materie prime su cui conviene investire nel corso di questo 2019.

Le previsioni sulla valutazione delle commodities

Vista la grande incertezza che caratterizza il mercato azionario (ma non è certo una novità), molte persone alla fine dell’anno scorso affermavano che il 2019 sarebbe stato l’anno delle commodities, prevedendo rendimenti in rialzo. In effetti nel recente passato c’erano diversi dubbi sulle materie prime (il rallentamento della crescita globale e le paure relative alle guerre commerciali hanno un po’ spento le fantasie degli investitori), ma nel futuro le cose potrebbero cambiare. Secondo diversi analisti a fare la voce grossa dovrebbero essere le commodities del settore energetico, ma sono previste buone performance anche per i metalli e il legname (insomma, un po’ tutte quelle materie prime che vengono definite “industriali”).

Su quali materie prime conviene investire nel 2019?

Secondo Bloomberg la classifica delle materie prime su cui conviene investire nel 2019 è guidata dal petrolio (con la riduzione della produzione dovrebbe esserci un aumento del prezzo), seguito dall’oro (che già alla fine dello scorso anni era entrato in una fase rialzista) e il rame; la presenza del metallo rosso è un po’ una sorpresa, visto che nel 2018 la sua valutazione ha subito dei crolli importanti, ma nel 2019 lo scenario appare diverso (e anche le tensioni a livello commerciale tra Stati Uniti e Cina sembrano destinate ad ammorbidirsi).

Altri esperti del settore consigliano di puntare sul mais (è previsto un aumento della domanda, che dovrebbe superare di gran lunga l’offerta) e di evitare il grano (per cui è previsto un eccesso di offerta). Per quanto riguarda il settore energetico abbiamo detto che va tenuto d’occhio il petrolio, mentre per il gas naturale (protagonista di un fantastico 2018) dovrebbe esserci una frenata. Tornando invece a parlare dei metalli, a parte l’oro e il rame, andrebbero presi in considerazione l’alluminio (il suo presso risulta essere troppo basso rispetto ai costi e questa forbice dovrebbe spingere la valutazione verso l’alto) e il nichel, la cui offerta non può salire alla stessa velocità della domanda. Caffè e zucchero potrebbero riprendersi dopo un lungo periodo di calo (ma possono rappresentare un’opportunità in ottica di lungo periodo), mentre può rivelarsi interessante il cotone.

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