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Trasferirsi in Australia per lavorare: l’iter burocratico da seguire

La frase “mollo tutto e vado via” è una di quelle che si sente dire più spesso: molti la buttano là senza dare seguito a quelle parole, mentre altri passano dalla teoria ai fatti, decidendo di andare a vivere e lavorare in un altro paese; l’Australia è una delle mete più gettonate, ma bisogna capire che per poter andare a vivere da quelle parti è necessario seguire un iter burocratico non proprio semplicissimo: vediamo cosa deve fare chi vuole trasferirsi in Australia per lavorare.

Serve un visto per trasferirsi in Australia per lavorare?

Partiamo da due presupposti:

  • non è possibile entrare in Australia senza un visto;
  • solo con dei precisi tipi di visto è possibile lavorare.

I visti che permettono di lavorare sono oggettivamente i più difficili da ottenere (i visti studio sono più semplici da conquistare, ma anche in quel caso le condizioni e i requisiti da rispettare sono “tosti”): in questo modo è più semplice per il governo australiano gestire l’ingresso di nuovi lavoratori in base alle reali necessità del paese.

La strada più semplice per iniziare a lavorare legalmente in Australia è rappresentata dal Working Holiday Visa: sono permessi di lavoro per i lavoratori stagionali e permettono a chi ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni di rimanere in Australia fino ad un massimo di 12 mesi; questo visto non viene rilasciato alle persone provenienti da tutti i paesi del mondo (ma per fortuna gli italiani possono richiederlo).

Con lo Student Visa (riservato a livello di dottorato o master by research) si può lavorare fino ad un massimo di 20 ore a settimana, mentre l’Investor Retirement Visa è quello riservato ai pensionati, che possono lavorare fino a 40 ore ogni due settimane (ma per ottenerlo bisogna presentare dei requisiti davvero alti).

Ci sono poi i visti di lavoro veri e propri, ovvero i Point Based Skilled Visa (detti anche visti indipendenti, perché il loro rilascio è legato alle caratteristiche e alle specializzazioni di chi lo richiede), gli Employer Sponsored Visa (prevede che ci sia un datore di lavoro in Australia che faccia da sponsor alla persona che intende trasferirsi in Australia per lavorare) e i Business Visa (che sono i visti per le persone che intendono fare investimenti o aprire un’attività, ma l’iter per realizzare progetti di questo tipo è davvero complicato).

L’iter da seguire per ottenere il visto

Per ottenere il Point Based Skilled Visa bisogna raggiungere un determinato punteggio minimo ad un Point Test che considera un’infinità di variabili, tra cui il livello di inglese, l’età, le qualifiche scolastiche e le esperienze lavorative, che devono essere in linea con l’occupazione che si intende svolgere. In sintesi, l’iter da seguire per ottenere questo visto per lavorare in Australia è questo:

  • soddisfare tutti i requisiti legati al tipo di lavoro che si intende svolgere;
  • raggiungere almeno 60 punti al Point Test;
  • superare la valutazione delle capacità lavorative tramite lo skills assessment;
  • inoltrare l’Expression of Interest (EOI), in pratica una dichiarazione dell’intenzione di richiedere un visto di lavoro Skilled; se ci sono posti liberi per quel tipo di occupazione, se si ha raggiunto un buon risultato al Point Test e si superano gli altri “candidati” si potrà passare al passo successivo, ovvero…
  • la ricezione dell’invitation, ovvero l’invito a richiedere il visto;
  • entro 60 giorni bisogna recuperare tutti i documenti richiesti e inoltrare l’application finale.