Forex Market: come investire a fine 2019

Non è facile determinare dove indirizzare i propri capitali a fine 2019, specialmente se ci si occupa di Forex Market. La fine dell’anno corrisponde alle più importanti scadenze fiscali non solo per le aziende ma anche per le nazioni, quindi è naturale vi sia un po’ di scompiglio.

Il problema di quest’anno sta nell’entità dello scompiglio: gli investitori ormai, volendo usare un francesismo, non sanno più che pesci pigliare. Tra FED, BCE e Cina, i principali mercati valutari del mondo sembrano essersi ritirati a leccarsi le ferite procuratesi negli ultimi scontri. Il panorama, tuttavia, non è drastico come può sembrare a primo acchito e si vedrà perché.

Nel frattempo agli investitori si consiglia questo sito sui broker per il forex, sul quale operano innumerevoli professionisti che riportano le ultime evoluzioni e possono aiutare a trarre le giuste conclusioni per investire.

Europa: la BCE cambia direzione

A fine ottobre la BCE dovrà dire addio ad uno dei protagonisti della politica finanziaria europea da 8 anni a questa parte. Mario Draghi, ancora presidente della Banca Centrale Europea, infatti, passerà il testimone a Christine Lagarde, che entrerà formalmente in carica dal Novembre 2019.

Non è semplice lo scenario che il nuovo Presidente della BCE dovrà affrontare: con l’ennesimo rinvio della Brexit alle porte (31 dicembre sarà la nuova data della scadenza), una guerra ai dazi in corso con Trump e un’economia europea che ancora tentenna un po’, saranno necessari polso fermo e tanta buona volontà.

Si attendono con ansia le comunicazioni e i primi provvedimenti che la Lagarde intenderà prendere, ma le speranze sono veramente tante, anche perché tra i 7,5 miliardi di dollari di dazi imposti da Washington rientrano i principali paesi dell’Unione: Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna.

Gli investitori prestino particolare attenzione perché potrebbe essere il segnale definitivo per far uscire l’euro dal ribasso che lo ha interessato da inizio stagione.

America: la FED corre ai ripari

La situazione statunitense, del resto, non è meno critica: solo l’intervento della FED ha portato il dollaro a performare bene in questo ultimo periodo, riuscendo a conquistare posizioni sulle principali concorrenti, il renmimbi cinese e l’euro.

L’estensione della REPO, tuttavia, non ha affatto rassicurato gli investitori: non si vedeva una simile iniezione di liquidità sul mercato americano dai tempi della disastrosa crisi dei subprime del 2008.

Ormai non vi è alcun dubbio che l’amministrazione Trump avrà serissime ripercussioni sul mercato americano, specialmente quello che riguarda gli enti finanziari di piccola/media entità che non hanno a disposizione sufficiente liquidità per affrontare le scadenze fiscali. Non a caso è a questi che punta la nuova REPO.

Cina: cala il PIL ma crescono le speranza

L’unica che sembra reagire positivamente è la Cina: la guerra commerciale con gli Stati Unit ha fatto comprendere a Pechino la necessità di rafforzare il mercato interno e rimodernare il proprio mercato valutario.

L’armistizio con Washington è solo un provvedimento temporaneo, lo ha capito bene la Cina, e mentre le ripercussioni sul PIL si fanno sentire, con un calo del -0,4% rispetto all’inizio dell’anno, nuove leggi preparano un potenziale salto al digitale.

È la SAFE, l’organo statale di controllo del mercato criptovalutario, a comunicare che la Cina sarebbe pronta nel 2020 a lanciare una versione digitale della propria valuta. Si tratterebbe di un fortissimo segnale per il resto del mondo e che porterebbe la Cina a disporre in poco tempo di una fortissima base finanziaria per fronteggiare ulteriori scaramucce commerciali.

Si tratta, inoltre, di un segnale forte anche per gli investitori: nel caso in cui una simile critpovaluta venisse immessa sul mercato, si tratterebbe di un investimento assolutamente da non farsi sfuggire!

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