I 3 migliori indicatori per giocare in borsa

Quando si parla di giocare in borsa, ciò che salta immediatamente all’occhio è quella linea spezzata, apparentemente interminabile, che segna la variazione delle quotazioni di un titolo. Si tratta del grafico fondamentale, quello da tenere sempre sott’occhio e a cui fare sempre riferimento.

Tuttavia, la rappresentazione grafica dello storico delle quotazioni di un’azione non è affatto sufficiente ad un trader: si rendono indispensabili altri tipi di strumenti, tra i quali gli indicatori.

Indicatori: quali scegliere?

Si tratta di un dibattito apparentemente senza fine: quali sono i migliori indicatori per giocare in borsa?

In ballo vi è la possibilità di realizzare una buona analisi tecnica, che permetta di pianificare una strategia di investimento valida e, soprattutto, efficiente. La parola efficienza è, difatti, una delle più importanti se si sta investendo sui mercati finanziari.

Riuscire a minimizzare lo sforzo e a massimizzare i risultati è l’obiettivo di ogni investitore ed è proprio l’efficienza a mostrare volta per volta quali sono i margini di miglioramento di una determinata attività.

Per quel che concerne gli indicatori, essi sono strumenti efficienti per antonomasia: forniscono dati utilissimi circa un titolo finanziario evitando all’investitore di dover procedere inutilmente nell’elaborare calcoli complessi e perdere tempo inutilmente.

Gli indicatori che maggiormente possono risultare utili ai trader, specialmente quelli principianti, sono:

·         Zig Zag

Si tratta di un indicatore elaborato sulla base della Teoria delle Onde di Elliott. Questa teoria individua un pattern costante nel comportamento di un titolo: si tratta di un ciclo di otto onde che si ripresenta sia nel micro che nel macro.

Sia che si sta analizzando l’andamento annuale che quello giornaliero di un determinato asset, infatti, le onde sono facilmente distinguibili. Di queste 5 sono quelle principali e le successive tre sono correttive, ovvero che vanno a chiudere il ciclo riportando complessivamente il titolo in una fase di equilibrio.

Conoscere e saper individuare questo pattern permette fin dalla prima occhiata di rendersi conto della fase che un determinato asset sta attraversando, per valutare fin da subito se conviene investire o meno, e quale operazione va fatta.

·         ATR

L’indicatore ATR è altrettanto fondamentale in quanto permette di valutare allo stesso tempo la volatilità di un titolo, di confermare o meno il trend in atto e di capire quale, tra il ribasso e il rialzo, è la tendenza dominante.

L’ATR si occupa di indicare graficamente lo storico delle oscillazioni di un titolo in un dato periodo: quello che ne risulta è la linea di sviluppo della volatilità, ovvero della capacità di un titolo di oscillare tra un valore minimo e un valore massimo in una data unità di tempo.

L’ATR si indica con un valore che corrisponde all’ampiezza delle oscillazioni e che di conseguenza permette di sapere approssimativamente quali possono essere i limiti dell’investimento.

Da tenere a mente che valori di volatilità elevati non sono affatto negativi per gli investimenti ma fanno riferimento, piuttosto, al trend in corso come quello attualmente dominante.

·         Indicatore CCI

Si tratta di un indicatore che indica il tipo di investimenti che vengono realizzati sul titolo. I valori rilevanti di un indicatore CCI sono, progressivamente, -200, -100, 0, 100, 200.

La lettura è quella che segue:

  • Per valori inferiori a -200, il titolo sarà più che iper-venduto;
  • Per valori compresi tra -200 e -100, il titolo è iper-venduto;
  • Per valori tra -100 e 0 siamo nella zona di vendita moderata;
  • Per valori tra 0 e 100 siamo nella zona di acquisto moderata;
  • Per valori tra 100 e 200, il titolo è iper-comprato;
  • Per valori superiori a 200, il titolo è più che iper-comprato;

L’unione fa la forza

Si ricorda sempre che se gli indicatori singoli forniscono comunque informazioni interessanti, è solo attraverso il loro uso combinato che si può realizzare un’analisi tecnica degna di esser definita tale.

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