Tasse in Italia: cosa si paga?

Le tasse in Italia sono un vero e proprio macigno che colpiscono la maggior parte delle persone. La pressione fiscale del nostro paese infatti, è una delle più alte in Europa e va a pesare in maniera impressionante sulle nostre tasche. Se per altri paesi, dove questa è ancora più pressante, il tutto viene bilanciato da servizi all’altezza, in Italia non è così.

Al di là delle parole dei politici, di qualunque schieramento e colore, sembra che la pesante tassazione sia ormai una costante da decenni per l’Italia. Ma quali sono le principali tasse a cui siamo sottoposti e quanto pesano sulle nostre tasche?

Secondo recenti studi, in media un italiano spende poco più di 8.000 euro all’anno in imposte. Naturalmente, questa cifra, lascia il tempo che trova: si va da chi non possiede nulla sino a chi possiede diversi immobili, dal disoccupato fino al grande imprenditore.

Tasse in Italia, quali sono le più comuni?

Secondo l’Ufficio Studi CGIA, basata sui dati ISTAT, la tassa che ha maggior peso sulle tasche degli italiani (e che consente allo stato di incassare di più) è l’IRPEF. Con il 33,8% del gettito complessivo per lo stato italiano, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è dunque la tassa più pesante del nostro paese.

Un altro acronimo non particolarmente piacevole da sentire nominare e la temutissima IVA (imposta sul valore aggiunto). Con un peso complessivo per gli introiti statali del 20,6% si tratta di un’altra importante risorsa per lo stato. Attualmente il valore standard nel nostro paese di questa imposta si assesta al 22% seppur con numerose variazioni. Nell’ambito sanitario, generi alimentari, libri e altri infatti, i prodotti e i servizi sono soggetti a IVA ridotta. A dispetto di quanto si possa credere, in tal senso l’Italia è nella media europea. Danimarca, Croazia e Finlandia, per esempio, sono nettamente superiori con una imposta pari al 25%.

Molto più staccata in questa classifica, con un’influenza pari al 6.8% delle entrate totali, figura l’IRES (imposte sul reddito delle società), seguita dalle più che discusse IMU e TASI, rispettivamente imposta municipale propria e tributo servizi indivisibili.

Altre tasse da mettere a preventivo sono le imposte di bollo sui vari conti correnti e di deposito e quelle sugli investimenti (qui una buona lista).

Tante tasse, tanta confusione e pochi servizi

Tutto qui? Neanche per sogno! Le tasse in Italia sono molte e, anche solo pagarle, spesso risulta complesso. Le imposte locali infatti, in alcune regioni sono numerose e difficili anche solo da pagare. La burocrazia estremamente infatti è un’altra tegola per il cittadino o l’imprenditore italiano che, oltretutto, vede dei servizi piuttosto mediocri.

Questa situazione risulta snervante e, l’attuale crisi economica, enfatizza ulteriormente questo stato di disagio. Eppure in alcuni casi esiste un modo per poter perlomeno alleggerire la pressione fiscale e ridurre la morsa che lo stato effettua sui nostri portafogli.

Come pagare meno tasse?

Quale soluzione adottare dunque per evitare questa pressione (in maniera legale)? Grazie all’UE, è possibile delocalizzare la propria ditta o attività all’estero, spostandosi (virtualmente o meno) in paesi che lasciano maggior respiro. Portogallo, Cipro, Bulgaria e Polonia sono solo alcuni delle nazioni divenute ormai una vera e propria “terra promessa” per chi è stanco di venire dissanguato. Non si tratta solo di vere e proprie aziende a muoversi in questo senso, ma anche freelancer e professionisti che, lavorando in rete, possono muoversi dove il regime fiscale è meno opprimente.

Non solo: c’è chi, per esempio, si dedica al trading di criptovalute. Questo tipo di attività finanziaria infatti, non è soggetto alle imposte che invece affliggono la compravendita nel mercato azionario più tradizionale. Anche se si tratta di un’attività ad alto rischio, lo stato (per ora) non può mettere le mani sui potenziali introiti ottenuti.

Per chi infine, vuole comunque pagare le tasse in Italia senza impazzire, esistono alcune formule come il regime forfettario o le prestazioni occasionali. Si tratta di modalità che, seppur con notevoli limiti, consentono a molte persone di poter perlomeno sopravvivere.

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